La voce della Critica

- frammenti dalla stampa nazionale e internazionale -

Slikarstvo Paola Cervija je lakonicˇno, jedrnato, celo liricˇno. Stilisticni viri so amerisˇki in evropski; Emilio Vedova in Cy Twombly. Torej je v ospredju emotivna, ekspresivna kvaliteta, znacˇilna za abstraktni ekspresionizem. Podobe so vpete med realnost in poeticˇno idejo, med mit o naravi in skrajni subjektivizem; zato je veliko shematicˇnosti in »idealizma« ki je zakrit s slikarstvom. Torej preprost strog koncept nasproti cˇustvu, misel nasproti gibu. Vse Cervijevo delo temelji na tem kontrastu; da bi slika na koncu postala vizualna metafora. Mu to uspe?
Andrej Medved - Delo, 9 dic 1980


...weiß, manches Mal mit Silberglanz, rieselt das kühl-nasse Element in die in der ganzen Rotskala leuchtenden Bildräume. In diese Gefühlswelt aus strömendem Blut und vitalem Leben bricht nun die kühle Ratio als weißer Gegenpol immer wieder ein, schafft eine neue Ordnung im Bildgefüge, wie im Leben.
Grete Misar - Kleine Zeitung, 15 November 1985


Pittura/diario, affabulazione senza principio né fine; la pittura di Cervi ha oggi dentro questo presentimento: la tensione all’immagine; il niente di cui è costituita aspira a configurarsi ai margini della leggibilità; sente l’eco dei boschi rigogliosi. “Se tutto è possibile niente è importante; se tutto è stato detto, niente si può dire cioè dire niente”. È su questo niente, conseguente ad un’aforisma proposto alla rovescia – grembo prenatale della pittura, luogo che trattiene i segni segreti della vita – che Paolo Cervi ha fondato la sua pittura spingendola ora quasi inconsciamente verso la natura esplosiva (gli alberi simili a fuochi d’artificio) di Tintoretto o alle impennate organiche di un eros sempre in agguato, pioggia d’argento che genera la terra sedimentata.
Maria Campitelli - Collezione 1986


Paolo Cervi è il solo a ricordare la giornata di ieri, quando la pittura era ancora speranza di annullare nella musicalità dei colori le forme, nella quasi casualità della stesura le determinazioni del tempo e dello spazio. La pittura su supporti trasparenti, anteposti al supporto opaco, è metafora della difesa del mestiere di poeta. Nell’intimità del laboratorio copre ciò che deve apparire, improvvisa ciò che deve durare.
Giulio Montenero - Il Piccolo, 23 agosto 1986


... ecco le raffinatezze materiche di Paolo Cervi: veli sospesi, sfumature, consunzioni. Qui sembrano permanere solo i segni di un limite, i margini di un’apparizione ambigua che è insieme soglia dell’accesso e triangolo della reclusione. L’opera allora indica proprio il simbolico cammino dell’arte, il procedere del gesto che non può toccare il nascosto, arrivare al recesso, ma determinare unicamente presagi, risonanze, interferenze: suscitare piccoli abissi e brevi felicità, o, come avrebbe detto Saba “chiarori di scontrosa grazia”.
Luigi Meneghelli - Flash Art, luglio 1986


... un modo ancora più libero, sferzante e leggero di inalberare i colori è quello di Cervi, perché fresco di luce, di vibrazioni, sorgivo e parabolico, che guizza verso l’alto raccontando storie di scompigliati arcobaleni, di laghi e di brughiere di colori solari luminosi, appena pennellati...
Virginia Baradel - Il Gazzettino, 5 giugno 1987


In una immaginaria biblioteca del futuro, quel futuro forse dominato dai teleschermi di cui molti parlano, i “libri” di Paolo Cervi susciteranno curiosità inquiete.
Pensate alla tela come a un foglio di carta, da legare e comporre a formare dei libri dipinti, senza parole da leggere e senza illustrazioni da riconoscere, dei supporti creati per un modo specifico di comunicare - quello appunto del libro - piegati ad altre maniere, ad altri linguaggi da cui la parola è bandita.
Libri-colore, libri-materia che impiegano alfabeti insieme remoti e antesignani di future incomunicabilità, capaci di scatenare il più ampio gioco delle interpretazioni, delle reazioni, delle sensibilità.
Massimo Negri - Libri sibillini, Kriterion Gallery, maggio 1988


... vi è un elemento di rischio nel presupporre l’insoddisfacibilità del desiderio, che nel rapporto dell’artista con il suo pubblico si traduce con l’accettazione della non rinvenibilità di un luogo proprio per l’arte, per il gusto.
... accettare questo rifiuto possibile è ciò che accomuna l’esperienza artistica a quella corporea: l’avere un corpo, o meglio l’essere un corpo è questo rimando infinito del desiderio, questa aspirazione alla danza che deve fare i conti con la pesantezza.
Come in una pittura che richieda la fatica della lettura, la necessità di una sosta prolungata, anche a costo dell’interruzione di un sentiero abituale.
Giovanni Leghissa - Libri sibillini - Kriterion Gallery - maggio 1988)


...a Paolo Cervi, infine, il compito di ribadire con un grande dipinto, intitolato “L’età dell’oro”, la nostalgia per una pittura vissuta con adesione e con entusiasmo, riscaldando le pennellate con l’apporto della sensualità e del colore viennese.
Laura Safred - Il Piccolo - 15 giugno 1990


Cervi è uno tra i pochi giovani artisti triestini a dedicarsi oggi ad una pittura intesa per vocazione come un’operazione primaria: l’adesione alla materia, alle tecniche, all’atto stesso del dipingere rappresenta per l’artista un attrattore molto potente. La pittura non è dunque per Cervi un pretesto per suscitare immagini ma un’esperienza concreta e diretta, con la quale l’artista ha prodotto un felice sincretismo tra due atteggiamenti della pittura geograficamente e storicamente diversi ma culturalmente vicini per la comune attenzione alla materia e al colore. Da un versante si colloca per Cervi l’esperienza veneziana: la tradizione del colore vivificata da nuovi apporti astratti e gestuali del ventennio 50-60, irraggiati sulle sponde dell’Adriatico e lungo le valli che risalgono verso Nord. Dall’altro versante l’artista, seguendo questo percorso verso Nord, nuovo per la pittura triestina tradizionalmente poco incline alle suggestioni emotive e sentimentali, ha mescolato il denso colore veneziano con la vibrante implosione psicologica del colore viennese, assecondando così la sua naturale tendenza allo scoppio gioioso e alla sensibilità inquieta del segno. La lettura che il pittore propone sulle pagine dei suoi libri d’artista costituisce un invito ad una percezione attiva di questo segno personale e ad una comunicazione con il mondo intensa e vitale.
Laura Safred - Quintetto - Museo d’Arte Moderna - Fiume 1990)


...Cervi si propone come una delle voci più originali e interessanti dell’arte triestina di questo fine secolo, sulle tracce di un rinnovamento dell’esperienza espressionista e costruttivista che già caratterizzò alcuni maestri triestini del Novecento, collocandolo in quella temperie culturale che è il risultato dell’ incontro tra l’arte veneta e quella mitteleuropea.
Claudio H. Martelli - Dizionario degli artisti di Trieste dell’ Isontino dell’ Istria e della Dalmazia 1996)
...quadri di piccole dimensioni, quasi icone, tasselli, pagine di diario in cui Cervi annota nomi; e non sono nomi qualsiasi, ma nomi di grandi filosofi, di grandi artisti, di letterati. Cervi vuole “ricontestualizzare”, vuole cioè riproporli al vaglio dello spettatore, imporli alla sua attenzione assopita, vuole fare ripensare messaggi e cammini esistenziali di uomini che hanno dedicato la loro fatica intellettuale per altri uomini.
Elisabetta Pozzetto - La Vita Cattolica - giugno 1997


...Paolo Cervi Kervischer è un pittore triestino che si è diplomato all’Accademia di Venezia alla Scuola di Emilio Vedova. Di cui si è detto che rappresenta un significativo punto d’incontro tra la sensualità di colorismo tonale veneto, e la concitazione espressionistica dell’area cosiddetta mitteleuropea.
...ecco un caso emblematico di conciliazione di tradizione ed innovazione, non passibile né di omologazione né di emarginazione. I peculiari “libri d’artista”, le istallazioni pittorico-ambientali, l’attività didattica in studio e la recente rimeditazione della tradizione rinascimentale sono solo alcuni esempi dell’ampio ventaglio di interventi che Paolo Cervi Kervischer è in grado di attuare in una modernità dalle salde radici culturali.
Sergio Molesi, 1990


...tra sensualità e geometria, il triangolo e il corpo della donna, e più di recente il libro e la lavagna, opere che si sfogliano o che si irrigidiscono nella fissità di un certo sapere, il ripensare alla cultura...
Lilia Ambrosi - Il Piccolo, 6 settembre 1995


...è che proprio la gente come Paolo Cervi Kervischer, che continua ad avere il coraggio della propria ricerca dell’eccellenza, resistendo alle tentazioni di una marketizzazione spavalda pur di rimanere fedele a se stesso, è quella che permette a questo mondo più pragmatico e terreno di avere ancora, oggi, degli esempi?
Francesco Illy - Illy Collection “Basket Play Ground”, 1995


Inoltre hanno scritto di lui: Berislav Valusek, Luigi Danelutti, Erna Toncinich, Grete Scheuer, Ilse Bromme, Laura Marchig, Ingeborg Ellis, M. Ernst, Walter Titz, Sergio Brossi, Vito Sutto, Luigina Bortolatto, Mario Stefani.

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